Archivio per Maggio, 2010

29 Mag

Ultimo grido di speranza… è il momento di agire!!!

Pubblicato da -Zeo-

Ebbene ci siamo. Dopo 4 anni di onorata serie D è venuto il momento di dargli un addio ed affrontare la prossima stagione calcistica. Questa lettera è sicuramente una delle più difficili da scrivere per noi che ci credevamo nel calcio ad Aci Catena e per cui hanno lottato partita dopo partita, play-off dopo play-off per ottenerla e gioito e pianto in quell’ormai famoso 6 giugno 2006. I tempi cambiano, purtroppo è una dura legge, ma le emozioni di questi 4 anni tra partite al cardiopalma, trasferte in terra campana, tornei ultras, scontri ecc… ce le porteremo strette al cuore per tutta la vita e sicuramente queste non potrà prendercele mai nessuno.
Prima di affrontare la nuova stagione, però, sarà importantissimo affrontare e superare quest’estate 2010 che già si preannuncia come la più difficile, turbolenta e incerta che il calcio catenoto e l’ACRD Acicatena Calcio abbia mai affrontato nella sua storia dal 1973 ad ora. Dopo l’addio annunciato con una lettera/sfogo dal patron Sebastiano Strano, la situazione è precipitata pericolosamente visto che all’orizzonte non sembra esserci alcun tipo di personaggio catenoto e non a rilevare questa società. Gli ambienti politici, nonostante siano stati sollecitati più volte da molte persone, sembrano impassibili al problema e anzi, oltre a non interessarsi del problema calcio ad Aci Catena, sono impassibili anche alle altre realtà sportive catenote come è l’esempio della squadra di pallavolo femminile della Liberamente Aci Catena che ha vinto il proprio campionato di serie D ed ora si trova in serie C femminile: in qualsiasi altra città del pianeta la cosa doveva essere esaltata e invece solo i pochi intimi che hanno seguito la stagione di queste ragazze sanno del loro fantastico campionato. E, come la pallavolo, anche il calcio che è uno delle massime espressioni in questa città ormai morta è abbandonato da tutto e da tutti. Sembra quasi che ci sia un oscuro ostruzionismo che non voglia niente di buono per questa città e che anzi cerca di sopprimere quelle poche fonti di un possibile turismo. E in questi mesi, più ci siamo dannati a trovare qualche soluzione per il futuro e più le porte si chiudevano e le nubi si addensavano: ora è giusto che questa “patata bollente” la prendano in consegna le persone preposte ad un problema del genere e che cerchino di salvare il salvabile.
Con questa ultima lettera vogliamo cercare di attirare le attenzioni della classe politica catenota, ed in particolare del sindaco e dell’assessore allo sport, facendole capire l’importanza dello sport in questa città. Purtroppo fino ad ora da parte loro è stato dimostrato veramente poco per il calcio e ora, in questo momento così difficile, serve per forza la loro presenza ed il loro impegno se si vuole salvare il calcio ad Aci Catena e, soprattutto, se si vuole salvare quel trampolino di turismo per la città visto che per il resto non si vedono mai turisti nella nostra città, sintomo di una città piatta senza interessi. Contiamo nel vostro impegno affinché questa città, già morta, non perisca completamente nel giro di pochi anni…

Ultras Catenoti

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17 Mag

Lettera del professor Sebastiano Strano alla città di Aci Catena…

Pubblicato da -Zeo-

Ecco la lettera aperta pubblicata dal patron dell’ACRD Acicatena Calcio 1973, il professor Sebastiano Strano, sul suo futuro e sul futuro della formazione catenota… un futuro che appare sempre più buio e minaccioso:

“Siamo giunti al capolinea, la corsa finisce è il momento di scendere non prima di aver lanciato un ultimo sguardo a ciò che si lascia forse per sempre. Non sono un illuso e per questo so che in tanti hanno sofferto ma altrettanti hanno gioito della nostra retrocessione, mi riferisco agli stessi miei concittadini che, chissà perché, fin dall’alba del progetto hanno remato contro a ritmi man mano sempre più sostenuti. Finisce un’era per il calcio biancorosso, finisce un’ era che forse non ci appartiene per tradizione e cultura, finisce l’era delle sfide magiche con avversari del calibro di Cosenza, Siracusa, Savoia, Nocerina, Turris, Avellino, Messina, Trapani per citare le prime che mi vengono in mente, finisce l’era dei grandi stadi, finisce quest’era nel silenzio e nell’indifferenza generale.
Abbiano perso qualcosa di prezioso per cui tanta fatica era stata fatta e cospicue energie spese, l’abbiamo perso nonostante sarebbe bastato davvero poco per conservarlo ancora una volta.
Quando nel 2000 prelevammo l’Acicatena dalle ceneri di un campionato culminato col tonfo in Prima categoria avevamo un sogno: vincere, fare parlare della nostra città sui giornali non solo per i fatti di cronaca nera, creare un’immagine nuova, diversa e pulita. Con queste intenzioni sono nati i campionati fantastici vissuti negli anni a seguire, quello dei record in Prima categoria, quello culminato con la finale play – off in Promozione. Quando si sono schiuse le porte dell’Eccellenza in molti hanno pensato si trattasse del punto di arrivo, della massima aspirazione possibile, in pochi riuscivano ad immaginare, anche solo col pensiero, a qualcosa di ancora più grande. Abbiamo vinto lo scetticismo con 4 annate da sogno, con 3 partecipazioni ai play – off e l’indimenticabile battaglia dell’11 giugno 2006 col Fasano. Un pomeriggio caldo, ma insolitamente piovoso, ci vedeva festeggiare la promozione in Serie D fra lo stupore della Sicilia intera.
Siamo stati costretti nostro malgrado a lasciare l’ormai inadeguato Nino Bottino per trasferirci allo stadio Polivalente, perdendo parte del calore del pubblico. Ma anche li sono arrivate giornate da incorniciare, vittorie indimenticabili e 3 salvezze di fila che devono per diritto essere definite storiche. Non abbiamo lesinato sforzi, ingaggiando calciatori importanti per la categoria ed allenatori prestigiosi come nel caso di Saro Foti. I nostri sforzi però non sono bastati ad accendere gli entusiasmi di una città fredda, distaccata, priva di stimoli ed incapace di comprendere la qualità del prodotto offerto. Spesso è stata data la colpa alla mancanza di cultura calcistica o all’assenza di tradizioni, altre volte le motivazioni sono state cercate nella vicinanza opprimente di Acireale e Catania, niente di più falso. La verità è un’altra, purtroppo meno nobile e meno semplice da accettare. Vive Acicatena un momento storico dove ognuno pensa a difendere la propria parrocchia nel caso migliore, se non addirittura il proprio orticello o la semplice mattonella. Il bene comune, il patrimonio di tutti viene in secondo o terzo piano. Acicatena ha voltato le spalle all’Acicatena, lo hanno fatto parte dei suoi politici, degli imprenditori, dei commercianti e degli stessi semplici cittadini, alcuni bravi a muovere critiche, anche cattive e spesso infondate, tutti bravi a giurare di saper fare di meglio, nessuno pronto a tendere una mano. Salvo solo i tifosi, quelli veri, quelli sempre presenti, pochi ma buoni. A loro andrà sempre il mio ringraziamento per il supporto che hanno saputo garantirci.  Abbiamo resistito 10 anni prima di arrenderci, ma l’abbiamo fatto con onore e contando sempre sulla forza delle nostre braccia, della nostra intelligenza e spesso del nostro portafogli. Alla fine di questa storia possiamo affermare che pochi uomini compirono l’impresa, mentre tanti, troppi si impegnavano solo a denigrare, distruggere, cancellare, affossare, spinti da chi questo progetto avrebbe voluto attuarlo personalmente, ma non avendone le capacità ha preferito vederlo morire. Nella consapevolezza di aver compiuto anche alcuni errori di scelte e di programmazione, ma  non abbiamo alcun rimorso perchè siamo entrati di diritto nella storia di questa società che ora saranno altri a continuare, vedremo con quali risultati. Qui il mio ringraziamento e la mia riconoscenza vanno a tutti gli amici dirigenti che insieme a me hanno condiviso negli anni questa splendida avventura.
Personalmente non penso di aver finito la mia storia nel calcio, ripartirò, non so dove ne quando ma ripartirò.
Enea lasciò in lacrime Ilio distrutta ed in fiamme, la lasciò disperato ma con lo spirito del grande guerriero ancora intatto. Fuggì lontano dalla patria amata e le leggende narrano che fu lui il capo di una tribù di uomini capaci di fondare una nuova città chiamata Roma, aprendo così una storia ancora più grande ed importante.
I miei avversari e denigratori non si illudano di essersi liberati di me, né dell’Acicatena calcio.

Distinti saluti

SEBASTIANO STRANO

16 Mag

Sambiase – Acicatena 0-0: mesto addio alla serie D…

Pubblicato da -Zeo-

Tabellino

SAMBIASE: Lauro, Landolfi, Mascaro, Morelli, Curcio; Mercuri, Martello, Fabio, El Aoudi; Galantucci, Mandarano. In panchina: Piazza, Bogliolo, Andriani, Brizzi, Paparo, De Pantis, Conversi. Allenatore: Alessandro Erra

ACICATENA: Caruso; Daidone, Platanìa. Femiano F., Costanzo; Barbagallo, Femiano A., Tripaldi, Regalino;  Scalzone, Aleo. In panchina: Sanfilippo, Mammana, Barcellona, Abate, Pecorino, Cavallaro, Costa. Allentaore: Lucio Tosto

ARBITRO: Roberto Alessio di Messina (De Rito Marco di Cosenza e Boz Francesco di Crotone)

NOTE: espulso Platanìa (A) per somma di Ammonizioni

Un mesto addio con il terz’ultimo posto conquistato per un possibile ripescaggio. Ora la palla passa alla società per vedere quanto interesse c’è a salvare il salvabile…

NOI NON L’ABBANDONIAMO

14 Mag

Ultima giornata di campionato… salutiamo questa serie D!

Pubblicato da -Zeo-

PrepartitaCon la squadra ormai retrocessa in Eccellenza ed il Sambiase già salvo questa si appresta ad essere una partita priva di tutti gli interessi. L’unica cosa da poter portare a casa sono qualche punto per raggiungere un terz’ultimo posto utile ad un ripescaggio, anche se prima è fondamentale risolvere i problemi economici, e perchè no… un pò d’orgoglio che quest’anno è stato assente molte volte!

9 Mag

Acicatena – Viribus Unitis 3-1: vittoria inutile…

Pubblicato da -Zeo-

Tabellino

ACICATENA: Caruso; Barcellona, Costanzo, Femiano F., Platanìa; Barbagallo, Femiano A., Cosenza; Costa, Scalzone, Aleo. In panchina: Sanfilippo, Daidone, Pecorino, Mammana, Tringali, Regalino, Pavone. Allenatore: Lucio Tosto

VIRIBUS UNITIS: Formisano; Granata, Renna, Porcaro, Meccariello; Piccolo, Bracco, Giugliano; Ingenito, Sansone, Chiaramonte. In panchina: De Luca, Grandelli, Allocca, Capasso, Laureto, Indolfi Raia, Aliperta. Allenatore: Vincenzo Scafa

ARBITRO: Marco Ambrogio di Cosenza (Giuseppe Guerriero di Catanzaro e Giorgio Ceravolo di Catanzaro)

RETI: Scalzone (A), Ingenito (VU), Aleo (A), Femiano A.(A)

NOTE: espulso Cosenza (A)

8 Mag

Acicatena – Viribus Unitis: sul neutro di Scalea (Cosenza)

Pubblicato da -Zeo-

Prepartita

Con la squadra ormai praticamente retrocessa ci avviamo ad assistere (tramite mezzi d’informazione purtroppo vista la squalifica del campo) alle ultime due partite – agonia della squadra biancorossa… LA FINE DEL SOGNO E’ ORMAI COSA FATTA PURTROPPO!

2 Mag

Mazara – Acicatena 2-1: addio serie D…

Pubblicato da -Zeo-

Tabellino

MAZARA: Milani; Alderuccio, Esposito, Lunetto, Sansone; Giacalone, Zaro; Cordaro, Erbini M., Romeo; Okolie. In panchina: Di Carlo, Levantino, La Bianca, Iannolino, Palazzo, Terramagra, Terranova. Allenatore: Nicolò Terranova

ACICATENA: Sanfilippo; Daidone, Costanzo, Femiano F., Platanìa; Cosenza, Femiano A., Barcellona; Aleo, Costa, Scalzone. In panchina: Caruso, Abbate, Mammana, Pecorino, Cavallaro, Manca, Brian. Allenatore: Lucio Tosto

ARBITRO: Riccardo Baldicchi di Città Di Castello (Graziano Ritorto di Locri e Gianluca Evoli di Reggio Calabria)

RETI: Okolie (M), Scalzone (A), Okolie (M)